Eventi in provincia
A Pisa Storie dell'altro mondo
Sarà in esposizione dal 10 marzo all'1 luglio al Palazzo Blu di Pisa la mostra Storie dall'altro Mondo. L'universo dentro e fuori di noi.
Tutti i popoli, fin dall'antichità, hanno innalzato gli occhi al cielo per determinare il tempo della semina e del raccolto, per stabilire i tempi della guerra o per onorare le divinità. Prende le mosse da qui la mostra Storie dall'altro Mondo, che vede l'impegno di tre istituzioni di ricerca come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa e la Specola Vaticana. Scopri di più!
Abbiamo sconfitto la Lega stiamo costruendo l’alternativa
Il “vento di libertà” che ha iniziato a soffiare in Nord Africa nessuno sa che esito avrà in un futuro più o meno prossimo.
Cadono i regimi vecchi di 30 anni, regimi che avevano garantito l’Occidente contro il terrorismo, regimi che in alcuni casi avevano a loro modo mantenuto la stabilità nei rapporti con Israele (vedi l’Egitto), regimi che rappresentavano l’area moderata rispetto all’Iran e al suo fondamentalismo religioso. Elementi, questi, acuiti indirettamente dopo le due guerre in Iraq, la crisi della classe dirigente palestinese, il conflitto in Aghanistan. Molti sostengono che gli avvenimenti di queste ultime settimane in Nord Africa sono equiparabili alla caduta del muro di Berlino e che il Mediterraneo è quindi destinato ad essere nei mesi a venire lo scenario di cambiamenti epocali.
L’Italia si trova coinvolta in questo scenario. Lo è almeno dal punto di vista geografico, ma sul piano politico non si può dire che sia altrettanto. Il conflitto in Libia e l’emergenza profughi seguita alle ribellioni contro i regimi del Nord Africa hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora, visto che i loro esiti non sono chiari, una situazione improvvisa, che ha colto impreparati il nostro governo, l’Europa, e se vogliamo gli Stati Uniti stessi e la Nato.
Il nostro governo, in particolare, è prigioniero della sua cultura politica e sta mostrando i suoi limiti nella gestione dell’emergenza migratoria, il cui sviluppo è lungi dall’essere definito.
Nell’agenda politica del governo ci sono Ruby e i processi del premier Berlusconi, NON la richiesta di una Conferenza internazionale sul Mediterraneo, NON la necessità di lavorare ad un sistema di relazioni internazionali che consenta al nostro Paese di essere protagonista in questa delicatissima fase storica che così da vicino ci riguarda. Il governo sta affrontando una situazione di emergenza senza un piano serio di accoglienza immediata e a lungo termine: il piano d’ “accoglienza” del governo guarda solo al breve termine, quello elettorale.
Il piano d’ “accoglienza” del governo si traduce nella costruzione di Cie in tutta Italia. Anzi no, mi correggo: solo in una parte d’Italia, quella a Sud. Al Nord il governo non li manda, non li manda, sarà un caso, nel maggior bacino elettorale della Lega. Un piano che può stare in piedi per poco, visto che i migranti continuano a sbarcare a Lampedusa.
La Toscana sta giocando un ruolo fondamentale nel panorama nazionale e dimostra che un piano alternativo a quello del governo esiste ed è valido. Parlino pure i detrattori, il modello toscano sta reggendo.
Le manifestazioni contro il Cie a Coltano e i gli atti vandalici di Calabrone dimostrano che non tutti i toscani sono uguali. E’ stato giusto condannare gli atti vandalici sul litorale, la solidarietà deve vincere sulla violenza e riguardo alle proteste dei commercianti credo che l’accoglienza dei profughi niente abbia a che vedere con la stagione balneare, la loro mi sembra una tesi molto riduttiva.
Per governare questa fase difficile, con un governo nazionale che di fatto non governa, serve l’impegno di tutti, senza protagonismi ma impegno concreto, come stanno facendo il sindaco di Pisa e il presidente della Provincia, i sindaci di Montopoli e Santa Croce.
Abbiamo impedito alla Lega di costruire un Cie in Toscana, stiamo dimostrando che esiste un’alternativa.