Eventi in provincia
A Pisa Storie dell'altro mondo
Sarà in esposizione dal 10 marzo all'1 luglio al Palazzo Blu di Pisa la mostra Storie dall'altro Mondo. L'universo dentro e fuori di noi.
Tutti i popoli, fin dall'antichità, hanno innalzato gli occhi al cielo per determinare il tempo della semina e del raccolto, per stabilire i tempi della guerra o per onorare le divinità. Prende le mosse da qui la mostra Storie dall'altro Mondo, che vede l'impegno di tre istituzioni di ricerca come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa e la Specola Vaticana. Scopri di più!
In questi giorni, sono molte le critiche che comprensibilmente vengono mosse alla manovra finanziaria del governo. Tra queste il distacco della classe politica dal Paese, e sono rivolte al fatto che a fronte degli enormi sacrifici richiesti ai cittadini, la classe dirigente non approva provvedimenti che prevedano anche per lei di fare sacrifici.
Il Pd, a tale proposito, sui costi della politica, ha presentato le sue proposte di emendamento. E’ doveroso precisarlo. Come è doveroso precisare che il Pdl quegli emendamenti li ha respinti.Nei prossimi mesi su questo tema dovremo fare una battaglia politica serrata. Allo stesso modo dovremo dare battaglia sulle riforme delle istituzioni.
Dove siamo al governo, come in Toscana, dobbiamo essere i primi a raggiungere riforme concrete, come nel campo della sanità, ad esempio una nuova legge elettorale e una revisione dei costi delle politica (nonostante nella nostra Regione il costo della politica è tra i più bassi di Italia).Il segretario Bersani, giustamente però, quando parla di riforme non tira in ballo solo la questione costi, ma auspica di costruire una buona politica, una politica efficiente, basata su un sistema politico e istituzionale completamente diverso, non solo meno caro da mantenere.
Martedì scorso la direzione nazionale PD ha definito ad esempio la proposta sulla legge elettorale, e a livello parlamentare faremo le nostre proposte sulla riduzione dei costi per non applicare ad esempio i ticket sanitari, ingiusta quanto iniqua e inefficace per la risoluzione del bilancio dello Stato.
Tornando alle parole di Bersani, cosa vuol dire, pensiamoci, fare una buona politica? Secondo me non vuol dire solo dotarsi di una nuova legge elettorale, e di fare le riforme istituzionali come; il dimezzamento del numero di deputati, una sola camera nazionale, la riduzione delle provincie e dei comuni e di una nuova legge che definisca cosa è un Partito per accedere al finanziamento pubblico ma per fare una buona politica, servono buone persone. La classe politica, come del resto l’intera la società, è composta da individui e da comportamenti.
Politici come Berlinguer, ma ve ne sono altri, sono rimasti nel cuore e nella Storia del Paese per la loro etica, la loro morale, per il loro impegno, per comportamenti sobri e rispettosi delle istituzioni, e soprattutto per le loro capacità e l’alto livello culturale. Molti politici del passato, nel nostro Paese, degli anni ’50, ‘60 e ‘70 erano intellettuali, operai, imprenditori, donne e uomini che avevano fatto la fame o il carcere fascista, che avevano perso il lavoro per difendere le proprie idee politiche, uomini e donne espressioni dirette della vita e delle difficoltà quotidiane. Per questo non c’era distacco tra politica e società civile.
Oggi, invece il divario tra politica e società ha raggiunto livelli esorbitanti. Non solo, manca oramai molto spesso ogni rispetto minimo delle istituzioni, dilaga l’individualismo, e ciò produce egoismo, particolarismo. Il Presidente della Repubblica nel suo intervento di fine anno disse che da questa crisi può uscire un Paese migliore. A cosa si riferiva, secondo voi, se non a questo: alla riconquista dell’unità d’Italia come valore di libertà e di pace, di coesione sociale, di comunione, necessaria per affrontare tutti insieme questo difficile momento storico, “senza lasciare nessuno per strada”.
Il lavoro da fare è lungo. Il berlusconismo ha fatto enormi disastri, a livello culturale e non solo politico. Non bastano per risollevarsi regole e leggi. Servono uomini e donne capaci, che pongano in testa alle loro priorità l’interesse collettivo, non personale. Mi chiedo, però: esistono queste persone? Io penso di sì. E credo rappresentino la stragrande maggioranza dei cittadini. Cosi come sono, nonostante il distacco tra politica e società, la stragrande maggioranza di coloro che fanno politica. Usciamo dal berlusconismo, e ci accorgeremo che questo Paese ha immense risorse umane per diventare protagonista in Europa e nel mondo.
La storia ci ha riservato tante prove difficili. Solo negli ultimi 100 anni abbiamo attraversato due guerre e una dittatura. Si aggiungono 18 anni di berlusconismo. Ce l'abbiamo sempre fatta, con enormi sacrifici, ma ce l'abbiamo fatta. Oggi siamo uno dei più grandi Paesi industriali nel mondo, 100 anni fa eravamo tra i più poveri. Possiamo farcela anche stavolta, ne sono convinto.Il coraggio che ci viene chiesto è di gran lunga inferiore a quello che servì a chi dette la propria vita per la libertà e la democrazia del nostro Paese.
Cosa è in confronto a questo la rinuncia del vitalizio? Nulla, è un’inezia. Ma non basta rinunciare al vitalizio. Serve lavorare sodo, essere coraggiosi e fare anche scelte che sappiamo creeranno discussioni e lacerazioni profonde, con la consapevolezza però che le facciamo per garantire un futuro a chi viene dopo di noi. Dobbiamo farlo.E’ un dovere per il Paese.
Non siamo tutti uguali. Ci sono tante brave persone che si sacrificano per il prossimo. Iniziamo a valutare le persone per quello che fanno. Solo così riusciremo a costruire una nuova cultura, espressione di una sinistra moderna.
crisi, etica, politica, sinistra