Crisi, i salvatori della patria non li vogliamo pił

La crisi che stiamo vivendo sta mettendo in discussione gli stessi trattati Europei, e i Paesi più deboli, come l'Italia e la Grecia, stanno subendo più di altri le conseguenze di tale drammatica situazione. Nel nostro caso, la situazione è aggravata da una crisi politica senza precedenti. Il Parlamento di fatto è bloccato, il governo è latitante, l'unico riferimento democratico credibile è il Presidente della Repubblica, per il resto il dibattito politico si consuma in "letterine" generiche, mancano ricette concrete per lo sviluppo e il rilancio.

 

Silvio Berlusconi dovrà assumersi la responsabilità di aver portato il Paese sull'orlo del baratro. Avrebbe potuto fare un passo indietro. Ma nemmeno in questo caso ha voluto lasciare una chance all'Italia. Sabato, a Roma, in piazza San Giovanni, ci sarà la manifestazione nazionale del Pd, "In nome del popolo italiano". Dovremo essere in tanti.

 

Dopo i recenti appuntamenti a l'Aquila, a Bologna, Firenze e Napoli, urge arrivare a una sintesi tra le idee proposte, urge procedere speditamente nella costruzione del programma, e sulla base di questo, nella definizione della coalizione, una coalizione alternativa e vincente su questo governo. La situazione, come più volte ho scritto, può crollare in qualsiasi momento, e non basta la comunicazione, le idee, i progetti e i programmi: sono in gioco i fondamenti stessi della democrazia e del futuro del nostro Paese.

 

I dati sulla disoccupazione sono sempre peggio, l'economia non riparte, il carico fiscale aumenta e le perdite in borsa stanno vanificando le finanziarie di questi mesi, la cui attuazione non è ancora avvenuta, pensiamo solo alle agevolazioni fiscali (oltre 20 miliardi) che andranno a regime se non viene fatta la riforma fiscale. La forbice tra ricchi e poveri aumenterà, lo stesso le diseguaglianze e l'ingiustizia sociale. Dobbiamo lavorare tutti insieme se davvero vogliamo sbloccare lo stallo, niente salvatori della patria, grazie, abbiamo già dato. Solo un collettivo può riuscire a rendere impulso al Paese.

Ed è proprio questa la discriminante tra buona politica e berlusconismo. La storia ce lo insegna: se nell'immediato i salvatori della patria possono avere appeal, in prospettiva producono tragedie. Noi, da vent'anni a questa parte, ne sappiamo qualcosa...

 

 

 

manifestazione 5 novembre, crisi, europa, italia


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04-11-2011

commenti Commenti
MI TROVI IN LINEA CON LE TUE AFFERMAZIONI, SE NON CAMBIA IL QUADRO POLITICO URGENTEMENTE I PROBLEMI DEL PAESE ENTRERANNO IN UNA FASE DI NON RITORNO, CI VEDIAMO A ROMA.
Commento di CARLO lasciato il 05-11-2011 alle ore 05:02

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