Eventi in provincia
A Pisa Storie dell'altro mondo
Sarà in esposizione dal 10 marzo all'1 luglio al Palazzo Blu di Pisa la mostra Storie dall'altro Mondo. L'universo dentro e fuori di noi.
Tutti i popoli, fin dall'antichità, hanno innalzato gli occhi al cielo per determinare il tempo della semina e del raccolto, per stabilire i tempi della guerra o per onorare le divinità. Prende le mosse da qui la mostra Storie dall'altro Mondo, che vede l'impegno di tre istituzioni di ricerca come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa e la Specola Vaticana. Scopri di più!
La crisi c'è e non è finita: il Governo ne prenda atto
Il Governo continua a non affrontare la grave crisi economica e sociale che sta colpendo il Nostro Paese. I dati dell'Istat che riportano un calo dell'occupazione dell'1,5% nell'ultimo anno e la disoccupazione giovanile al 26%, pongono dei seri dubbi sull'operato del governo, incapace di risolvere i casi della Fiat di Termini Imerese e dell'Alcoa di Portovesme. Un governo assente in Parlamento da ben 17 mesi sul tema lavoro. Fino ad ora in questa crisi ci hanno guadagnato in pochi e sempre gli stessi: le banche e i grandi evasori. E’ evidente che per la maggioranza ci sono cose più importanti a cui pensare, come le leggi ad personam per il Presidente del Consiglio.
Non si può continuare a dire che la crisi è alle spalle: anche se l’anno prossimo acquisteremo un punto di Pil saremo a 4 punti dai livelli del 2007. Dobbiamo mettere soldi in tasca alla gente che ha bisogno: pensionati, lavoratori, famiglie numerose. I dati della disoccupazione sono disarmanti: più di un milione di persone ha perso il lavoro, centinaia di migliaia non hanno alcun sussidio di disoccupazione. Tra poco, quando finiranno le ore di CIG la situazione si aggraverà per centinaia di migliaia di lavoratori. Se i lavoratori sono in difficoltà, non stanno meglio le piccole e medie imprese: i fatturati calano e loro non ce la fanno, il fisco ha le sue scadenze e alla fine si passa ai licenziamenti. Bisogna scegliere un modo per dare un po’ di liquidità.
Se guardiamo alla composizione della nostra società, ci accorgiamo che è aumentata la povertà: sono sempre di più le famiglie italiane che vivono gravi difficoltà economiche. Lo rivela l'indagine annuale dell'Istat su "reddito e condizioni di vita", effettuata su un campione di circa 21.000 nuclei familiari: la quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà è salita dal 15,4% del 2007 al 17,0%. In aumento chi non riesce regolarmente a pagare le bollette. Crescono le famiglie cui è capitato di non avere, in almeno un'occasione, soldi sufficienti per pagare le spese per i trasporti e quelle che sono in arretrato con il pagamento del mutuo. Quasi un terzo delle famiglie (31,9%) non riesce a far fronte a una spesa imprevista di 750 euro con risorse proprie.
Di fronte all’assordante e colpevole assenza di misure del governo, il Pd ha presentato nei mesi scorsi proposte ben precise sui temi del lavoro e dello sviluppo economico. Innanzitutto sostegno fiscale ai contratti di solidarietà per integrare la retribuzione, introduzione dell'assegno di disoccupazione per i lavoratori parasubordinati ed autonomi, riordino della cassa integrazione, graduale introduzione del contratto unico di ingresso al lavoro. Sul versante delle imprese abbiamo proposto la semplificazione e riduzione delle tasse per lavoratori autonomi, professionisti ed imprese superando gli studi di settore e per i contribuenti minimi l’ eliminazione dell'irap, iva e dell'irpef; la riduzione del 10% della ritenuta di acconto per i professionisti e infine l’attuazione delle agevolazioni fiscali per le associazioni tra professionisti.
Per le famiglie abbiamo un piano nazionale contro la povertà. Fin dalla primavera 2009 abbiamo proposto quattro interventi da avviare da subito: l'aumento del 35% degli assegni familiari, anche ai lavoratori autonomi; la gratuità dei libri di testo fino a 18 anni e aiuti fiscali per l'istruzione, le attività educative e culturali dei figli; 1 miliardo di euro in più alle regioni per gli asili nido e l'aiuto alle persone non autosufficienti; la detassazione delle retribuzioni fino a 30.000 euro annui, l’estensione della 14esima istituita dal governo Prodi a favore delle pensioni fino a 700 euro, da portare al tetto di 1200 euro mensili e una più efficace indicizzazione delle pensioni al costo della vita.
Un altro modo per aiutare la ripresa potrebbe essere quello di dare fiato ai Comuni: invece di pensare al ponte si levi il patto di stabilità a quelli che sono pronti a fare un cantiere in sei mesi, così si da un po’ di lavoro in giro. Ma il governo è sordo anche da questo orecchio: e il tempo passa e ancora non sono state rimborsate ai comuni le somme derivanti dal mancato gettito ICI. Un’altra promessa (come quella dell’abbassamento delle tasse) più volte evocata ma mai mantenuta.
Bersani nei giorni scorsi ha chiesto che il Parlamento discutesse della crisi economica e sociale, ma ad oggi non c'è nessuna risposta da parte dell’esecutivo. Gli avvenimenti tragici di questi giorni dimostrano la solitudine che i lavoratori stanno attraversando, e anche noi dobbiamo fare di più: penso che la mobilitazione non debba essere solo delle forze sindacali. Dobbiamo far sentire ai lavoratori e al paese reale non solo la vicinanza ma anche la mobilitazione attiva del Partito democratico, dei suoi iscritti e dei suoi dirigenti e amministratori. La due giorni nazionale di mobilitazione sui temi del lavoro, scuola e famiglie (12 e 13 febbraio) sarà la prima tappa di un percorso che dovrà proseguire nei prossimi mesi e vedere tutti i candidati alla presidenza delle Regioni impegnati su questi temi. E’ su questi temi che si costruisce l’alternativa al centrodestra.
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crisi, lavoro, partito democratico, governo