La terza Repubblica

Con il governo tecnico guidato dal professor Mario Monti, ci stiamo avviando verso la Terza Repubblica. La prima novità della Terza Repubblica sta in questo: ammettere che la situazione del Paese è gravissima. Per tanti anni abbiamo ascoltato i proclami di chi diceva che tutto stava andando bene. Per tanti anni abbiamo ascoltato parole e parole, ma di fatti non se ne sono visti. La responsabilità politica e morale del centrodestra, per la crisi che stiamo attraversando, è altissima.


Oggi il nuovo esecutivo tecnico dalle parole è passato ai fatti. Il governo tecnico ha il compito di non facile di portare il paese fuori dalla recessione. Ci sta provando con misure che chiedono sacrifici a tutti, sicuramente impopolari, ma necessarie per evitare il default. In soli due mesi ha approvato provvedimenti prima impensabili. Alcune cose sono da migliorare, e il Pd non smetterà mai di far sentire la sua voce con il governo che pure appoggia. Ma altre misure si muovono nella direzione già tracciata anche in passato dal centrosinistra nei periodi in cui è stato al governo.


Prendiamo le liberalizzazioni. Il partito che si professava “liberale”, il Pdl di Berlusconi già Forza Italia, nei 8 anni che è stato al governo negli ultimi 10, non ha mai liberalizzato un bel niente. L'unico governo che su questo fronte fece qualcosa fu quello di centrosinistra.
E fu sempre il governo di centrosinistra a fare qualcosa nel campo del lavoro, delle riforme costituzionali e istituzionali (prima con la bicamerale del '98, con la riforma del titolo quinto e infine con il riordino delle funzioni).


Il Pd di oggi è l'unico partito in grado di avere una serie di proposte organiche con cui governare il Paese. Ma dopo venti anni di berlusconismo, non basta più avere le proposte.Serve la capacità di agire, di prendere decisioni. Guardiamo cosa accade in Toscana, dove siamo forza di governo: la regione subisce le conseguenze della politica 'federalista' solo a parole degli ultimi anni, cui risponde - con coraggio e capacità - con concrete politiche economiche, sociali e istituzionali che in qualche modo, in mancanza di una visione organica dettata dallo Stato, ha dovuto allestire da sola.


Oggi lo Stato, con i provvedimenti del governo Monti, sta tornando a tracciare una linea per le Regioni. La manovra economica prima, il decreto sulle liberalizzazioni dopo, e nei prossimi giorni le riforma del mercato del lavoro, sono solo i primi provvedimenti di una serie di riforme che saranno messe all’ordine del giorno, e sulle quali – a seconda del quadro che emergerà - sarà determinante l’azione politica del singolo partito.


La legge elettorale, le riforme costituzionali sulle funzioni dello Stato, la riforma delle autonomie locali, saranno invece il terreno principale per la definizione della Terza Repubblica. Dove siamo al governo, come in Toscana, è bene lavorare in tempi rapidi alla nuova legge elettorale regionale, alla legge sul riordino delle funzioni istituzionali con il superamento delle Province, alla costituzione delle Unioni Comunali, alla riforma degli strumenti di programmazione regionale. Serve inoltre lavorare per la definizione di un nuovo sistema dei servizi (acqua, gas, rifiuti, trasporti) e infine, non meno importante, per un moderno modello di governance del governo regionale nel rapporto con il nuovo modello istituzionale locale.


 

Governo Monti, crisi, economia, riforme, Toscana


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30-01-2012

commenti Commenti

Si. io penso che si, stiamo andando verso la terza Repubblica. Non ne conosco i contorni o i contenuti. Molto di quel che sarà dipenderà da questi mesi che ci separano dalle elezioni politiche,  ma non sarà piu come prima.

Commento di ivan ferrucci lasciato il 27-02-2012 alle ore 15:12
SERA, SIAMO PROPRIO SICURI CHE CI STIAMO AVVIANDO ALLA TERZA REPUBBLICA, RIMANGO ANCORA MOLTO PERPLESSO , FORSE SIAMO ANCORA ALL'INIZIO DEL GOVERNO TECNICO E NON SI RIESCONO AD INDIVIDUARE FINO IN FONDO LE LINEE SU CUI SI SVILUPPERA COMPLESSIVAMENTE QUESTA ESPERIENZA POLITICA , O FINO A QUANDO QUESTA ESPERIENZA QUALCUNO LA FARA DURARE. QUELLO CHE VORREI E' CHE IN QUESTO SCENARIO IL PD IN PRIMO LUOGO E LA SINISTRA COMPLESSIVAMENTE ABBIANO UN PESO MAGGIORE.QUALCOSA DI PALPABILE CHE POSSA RENDERE MENO PESANTE LA REALIZZAZIONE DI TERZA REPUBBLICA. E' VERO CHE SIAMO UN PAESE COMPLESSO MA NON LO RENDIAMO INVIVIBILE. HO FIDUCIA NEL GOVERNO DELLA TOSCANA.
Commento di carlo lasciato il 31-01-2012 alle ore 16:49
Giusto, avviarsi verso la terza repubblica, sperando che si qualcosa di diverso dalle precedenti, che tenga il buono e riesca a disfarsi del cattivo, ma quello che manca e non solo a me ma in generale alla ns società, è capire che italia vogliamo, non sarebbe giusto pensare ad una nazione capace di non lasciare nessuno indietro, garante di un livello minimo di vita per ogni suo cittadino, capace di non far scendere sotto la soglia di povertà nessuno, se il solo interesse di un governo è lo spred, i mercati, se si continua a pensare che vi possa essere una crescita continua, e non si comincia a pensare che forse bisogna essere capaci di pensarci in un mondo che non può più crescere, e un buon padre di famiglia dovrebbe pensare al futuro dei figli, a lasciare strumenti di sopravvivenza, quale società vogliamo questo mi piacerebbe sapere, un futuro da milioni di pensionati poveri o poverissimi?, di pochi ricchi ricchissimi grazie alle speculazioni?, quale futuro e quale società. alessandro
Commento di alessandro lasciato il 31-01-2012 alle ore 07:44

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