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Che democrazia vogliamo?
Siamo in molti a sostenere che la nostra è tra le migliori Costituzioni al mondo, non solo per i suoi principi fondamentali, ma anche per l'organizzazione istituzionale, per i diritti e i doveri che riconosce ai cittadini. Negli ultimi vent'anni, con la fine della prima Repubblica, si è aperta una discussione sulle riforme istituzionali, ma è stata affrontata, purtroppo, in modo demagogico e superficiale.
Pensiamo ad esempio alle velleità secessioniste della Padania, oppure ai tentativi di riforma costituzionale “infilati” nelle Finanziarie, ai tentativi di rivedere complessivamente la seconda parte della Costituzione (Bicamerale D'Alema), che ad oggi rimane l'unico testo uniforme e complessivo, seppur non approvato, a disposizione della discussione. Pensiamo alla riforma del Titolo V, frutto della Bicamerale, ma attuata solo in parte creando non pochi problemi all'autonomia finanziaria e alle funzionalità dei vari livelli istituzionali, e sopratutto ai rapporti tra governo centrale ed enti locali.
Pensiamo infine alla proliferazione dei referendum, strumenti legittimi quando il Parlamento non è in grado di legiferare, ma incapaci di attuare riforme, specie in ambito istituzionale e costituzionale, nonostante l'inestimabile contributo di partecipazione e indirizzo che apportano.
Nel frattempo, in questi ultimi anni, con l'alibi della riduzione dei costi della politica, il governo centrale ha pesantemente tagliato le rappresentanze delle istituzioni locali, senza accorgersi che il misero risparmio ottenuto – quando tale risparmio c'è stato – non vale a giustificare il distacco che si è creato tra i cittadini e le istituzioni. Continua a leggerere

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Report regionale 26 settembre - 2 ottobre
Il Consiglio regionale di questa settimana ha approvato le seguenti leggi:
1. modifiche alla legge regionale n.65 29 dicembre 2010, Finanziaria 2011; 2. procedure per la definizione dell'elenco delle località turistiche e città d'arte ai fini dell'applicazione dell'imposta di soggiorno ; 3. modifiche alla legge regionale n. 22 del 25 giugno 2002, norme e interventi in materia di informazione e comunicazione . Disciplina del comitato regionale per le comunicazioni; 4. modifiche alla legge regionale n.20 del 31 maggio 2006, norme per la tutela delle acque dall'inquinamento , (...) Continua a leggerere
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Dal mio blog: PDL pisano, un fantasma!
Questa settimana affrontiamo la proposta di legge n. 2157 : Disposizioni in materia di tutela e di politiche attive per i lavoratori titolari di rapporti di lavoro non subordinato. La proposta di legge prevede l’aumento di 0,5 punti percentuali del contributo aggiuntivo, totalmente a carico del datore di lavoro per promuovere percorsi di riqualificazione e riconoscimento professionale e per prevedere misure integrative di previdenza, sanitarie e di accesso al credito. Il provvedimento riguarda tutti i lavoratori assunti iscritti alla gestione separata dell’Inps. Continua a leggerere
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Dal mio Blog: Trasporto pubblico in ginocchio
Il governo ha tagliato completamente le risorse per il trasporto pubblico locale. E' bene che sia chiaro a tutti che i 190 milioni di euro che ancora consento ai bus di muoversi in Toscana, li ha messi PER INTERO la Regione. La Regione non solo garantisce in questo modo il servizio a tutti i cittadini, ma tampona anche un’altra preoccupante situazione, quella occupazionale, che in Toscana coinvolge oltre 6 mila persone nel settore dei trasporti pubblici. A fronte dei tagli del governo che ha falcidiato il Tpl, la Regione sta ripensando il servizio con la gara per un unico gestore del trasporto pubblico in Toscana. Il Comune di Firenze (per ora) ha deciso di non firmare la delega alla Regione per la gara unica. Continua a leggerere
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Dal mio blog: Marchione, pensa alle macchine!
Una strana, stranissima notizia...Fiat esce da Confindustria. No, non è questo a impressionarmi. Ormai accetto l’idea che siamo in un periodo di cambiamenti imperscrutabili. A lasciarmi perplesso è la motivazione con cui Fiat se ne va da Confindustria. “Usciamo - dicono i suoi dirigenti - perché Confindustria fa politica”. Che strano, che strano.…Fiat se ne va perché accusa Confindustria di fare politica. E io che pensavo che da oltre 50 anni fosse proprio la Fiat a guidare la “politica di Confindustria”!!!! Solo pochi anni fa, poi, il presidente della Fiat era anche il presidente di Confindustria…Non mi pareva che fosse un “imprenditore puro"! Cara Fiat, pensa a fare auto nuove invece che campare scuse assurde
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