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A Pisa Storie dell'altro mondo
Sarà in esposizione dal 10 marzo all'1 luglio al Palazzo Blu di Pisa la mostra Storie dall'altro Mondo. L'universo dentro e fuori di noi.
Tutti i popoli, fin dall'antichità, hanno innalzato gli occhi al cielo per determinare il tempo della semina e del raccolto, per stabilire i tempi della guerra o per onorare le divinità. Prende le mosse da qui la mostra Storie dall'altro Mondo, che vede l'impegno di tre istituzioni di ricerca come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), il Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa e la Specola Vaticana. Scopri di più!
La Cee fu costituita il 1 gennaio del 1958 da sei paesi: Italia, Francia, Germania, Olanda, Lussemburgo, Belgio.
Nel 1973 vi aderiscono anche Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca.
Nel 1981 si aggiunge la Grecia, nel 1986 il Portogallo e la Spagna, uscite solo dieci anni prima dalle ultime dittature militari presenti in Europa.
Nel 1992, con il trattato di Maastricht, la Cee prende il nome di Unione Europea.
Nel 1995, aderiscono Austria, Svezia, Finlandia, fino ad arrivare nel 2004 all'adesione di altri 10 Stati, soprattutto dell'Est Europa.
Oggi, in totale, sono 27 gli Stati aderenti, l'intera Europa è riunita.
L'Unione Europea è un'organizzazione internazionale molto giovane ma se riuscirà a rimanere unita, sul piano economico e sul piano politico, ha le potenzialità per ricoprire un ruolo da protagonista nello scenario internazionale per la promozione della Pace e del progresso nel nuovo secolo.
Finora, ha garantito nel Vecchio Continente - culla della cultura democratica e della costruzione dello stato sociale - la Pace dopo due guerre mondiali.
Così, quando oggi leggo sui giornali certe analisi semplicistiche che paventano, se non addirittura auspicano, la frammentazione dell'Eurozona in questo difficile momento, mi chiedo davvero se tutti noi abbiamo l'esatta coscienza del valore dell'Ue.
Le conseguenze di una rottura dell'Unione sarebbero gravissime e pericolose.
Non sarebbero solo finanziarie, economiche, e sociali.
Tra le conseguenze non immediate, ci sarebbe l'apertura di strade di divisione, gli Stati si incamminerebbero sulla via dell'egoismo.
Verrebbero costruiti nuovi muri, culturali e materiali.
Sarebbe in pericolo la Pace in Europa.
Non sono catastrofista, dico solo che serve fare attenzione ed evitare la faciloneria nelle analisi, il conformismo quotidiano, l'apatia, di cui si è facili vittime in momenti drammatici come quelli che stiamo attraversando.
La Storia ci dovrebbe insegnare: profonde crisi economiche e sociali hanno sempre fatto emergere comportamenti e culture che hanno portato alla distruzione.
Noi oggi siamo in queste condizioni?
Assolutamente no.
Ma credo sia necessaria più Europa, più unione politica europea.
È necessaria per creare una riforma complessiva delle istituzioni europee che preveda un rapporto tra istituzioni e cittadino sempre più forte.
Da questa crisi possiamo uscirne solo con profonde riforme nazionali e europee, guardando al futuro con fiducia, ma con realismo, con il coraggio che si richiede oggi per le scelte che dobbiamo attuare.
Unione Europea, Maastricht, Cee, cultura democratica, stato sociale, crisi