Sciopero a Piombino

Giovedì scorso ho partecipato allo sciopero degli operai delle acciaierie di Piombino. E’ stata una manifestazione partecipata e si respirava un clima di forte preoccupazione per il futuro del lavoro. E’ uno spaccato dell'Italia che il governo nazionale cerca di nascondere parlando d’ altro, ma non sempre riesce a non far emergere la verità, anche tramite i media.


Questa volta Berlusconi  ha dovuto parlare di Lucchini. Non che questo sia uno risultato da far star tranquilli, ma è un successo perché le acciaierie di Piombino sono il secondo centro siderurgico del nostra Paese. Per noi e per la Toscana è fondamentale garantire un futuro all’ azienda: non c'é sviluppo se le grandi realtà industriali vengono chiuse o smembrate.


Allo sciopero hanno partecipato tutte le istituzioni regionali, compreso il Presidente Rossi, per sottolineare l'importanza che la siderurgia ricompre in Toscana. Quello che sta accadendo ai lavoratori di Piombino riguarda tutti. Quando in una fabbrica si apre una crisi, ecco quel problema lì ci deve coinvolgere tutti, non deve rimanere circoscritto ai soli lavoratori coinvolti.


Durante la manifestazione che si è svolta la mattina i lavoratori indossavano la tuta. Tra loro ho visto molti giovani, che chissà quanti sacrifici stanno facendo per le loro famiglie e che ritengono probabilmente a ragione questo lavoro determinate per i propri figli. Mi ha colpito la reazione che c'è stata in un passaggio che Enrico ha fatto nel suo intervento. Non riguardava la difesa dei posti di lavoro o il sostegno delle istituzioni - si ci sono stati applausi ad ognuno di  questi passaggi - ma l’applauso più forte c’è stato quando ha parlato della dignità del lavoro, dell'orgoglio del proprio lavoro. Un lavoro sporco quello siderurgico, che ti distrugge e che ti sfinisce.. E' stato il passaggio più applaudito. Perché? Perché io penso che la dignità abbia un valore fondamentale. Il lavoro deve avere una dignità riconosciuta e condivisa perché con esso si contribuisce al futuro del Paese. La dignità del lavoro vuol dire rispettare ciò che c'è dentro quella tuta. Come siamo lontani anni luce ad quest’Italia che ci voglio propinare. No! Noi vogliamo un’ altra Italia dove il valore del lavoro vuol dire anche dignità del lavoro e su questo dobbiamo essere chiari. Dobbiamo dire da che parte si sta. Si sta dalla parte dei lavoratori, si sta dalla parte di chi vuole un futuro diverso. Coraggio! Siamo dalla vostra parte. Tutti insieme sono convito che ce la faremo.

lavoro, crisi, regione toscana


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27-07-2010

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