Scuola: i tagli sono veri

In provincia di Pisa gran parte delle famiglie dei bambini della scuola elementare avevano chiesto l’orario di 30 ore, ma nella generalità dei casi ne sono state concesse 27, perché per quest’anno scolastico sono stati tagliati 18 mila dei 40 mila posti di insegnante che il governo ha deciso di ridurre entro il 2012. E se il taglio andrà avanti, nei prossimi anni l’orario della scuola elementare si attesterà sulle 24 ore: dalle 8 alle 12, e le donne che vorranno lavorare si dovranno pagare la baby-sitter.

 

Le scuole non ricevono da anni i fondi dovuti dal ministero per pagare le supplenze, le commissioni d’esame e altre attività legate al normale funzionamento dell’attività didattica, e ora sono stati ridotti del 25% anche i fondi per pagare le ditte esterne che assicurano la pulizia delle scuole. Molti istituti non riescono a fare i bilanci, perché i crediti inesigibili nei confronti del Governo superano ormai le entrate ordinarie. I nuovi regolamenti appena emanati sulle superiori gabellano tagli veri per riforme finte e, avendo come unico scopo quello di realizzare una seconda tranche di tagli del personale, distruggono le discipline laboratoriali negli istituti tecnici e danno seri colpi alle materie scientifiche, alle lingue straniere, alla geografia.

 

E infine, ciliegina sulla torta, si vuole ridurre l'obbligo scolastico da 16 a 15 anni, consentendo di sostituire un anno di scuola con un anno di apprendistato. Ma si pensa davvero che l’economia di uno dei 10 paesi industriali più avanzati del mondo, che già oggi soffre un deficit di diplomati, di laureati, di professionalità dotate di alta formazione in ambito tecnico e scientifico, abbia bisogno di una manodopera semianalfabeta? Ci sarebbe invece necessità di una maggiore istruzione di base per ottenere una maggiore consapevolezza e una maggiore capacità di adattarsi all’innovazione e di padroneggiarla.

 

E’ per questo che il PD ha deciso di mettere al centro delle giornate di mobilitazione nazionale previste nel mese di febbraio, accanto al tema del lavoro, delle politiche fiscali per le famiglie, dell’ambiente, anche il tema della scuola. Sulla scuola si gioca il lavoro di centinaia di migliaia di persone, ma anche il reddito e la qualità della vita di tutte le famiglie italiane, e soprattutto il futuro delle giovani generazioni e la possibilità dell’Italia di mantenere un posto tra i paesi più sviluppati del mondo. L'Italia, che a parte la qualità delle sue risorse umane non ha altre risorse strategiche non potrà avere un futuro, se invece che sul sapere si investe sull'ignoranza.


icona allegatoFebbraio5_FERRUCCI_scuola.pdf (66 kB).

scuola, partito democratico, pisa, provincia

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12-02-2010

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